Friday 1 april 2011
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Mamma era una gran donna: Nata a Glasgow (Scozia) nel 1912 aveva suparate tutte le difficoltà, comprese quelle della guerra, salvandoci e dalla fame e dalla miseria, con grande forza e
coraggio. Una volta trasferiti a Roma si mise a lavorare all'ambasciata USA (l'inglese era la sua lingua madre) dove la tenevano tanto in considerazione da cercare di trattenerla anche dopo i 65
anni, quando ormai era in pensione.
Aveva girato il mondo con una visione della vita estremamente positiva e forte e sicura di se com'era, aveva sempre affrontate le avversità della vita con grande coraggio e fermezza. Alla
base del suo forte carattere c'era un gran senso della proprietà che Lei rispettava sia negli altri che in se stessa. Onesta, fedele, leale, diciamo un pò anglosassone, non ammetteva debolezze né
fisiche né morali ma al tempo stesso era anche generosa verso gli altri, quelli che soffrono, e aiutava volentieri chi le si rivolgeva per un aiuto concreto. Aveva 99 anni e mi diceva " voglio
arrivare a 100!" e poi "...ma dopo che si fa?" ed io " ..dopo si fa 101, 102...ecc! Leggeva moltissimo. Sia in lingua inglese che italiana o francese libri di Tolstoy, Dorstojeschy, ecc.
tutta roba impegnata, ma era ammirata e commossa soprattutto a leggere la "Vita di Mafalda di Savoia" della quale ammirava soprattutto il coraggio. Amava il suo paese d'origine ma viveva
bene anche in Italia della quale apprezzava sia la cucina che il clima più mite. Non aveva studiato moltissimo ma era stata educata da certe suore cattoliche di Glasgow dalle quali
aveva appreso a suonare il pianoforte (era diplomata), l'arte di servire il thé, come mantenere viva una conversazione,...ecc. tutte cose che poi Le servirono moltissimo
durante la vita. Ora che é morta la rimpiango molto!
Per fortuna, gli ultimi 10 anni, ma soprattutto gli ultimissimi cinque quando si trasferì dalle Suole Domenicane, l'ho potuta seguire personalmente, starle vicino ogni giorno, portandola spesso a
casa sua, dove le preparavo un thé con i biscotti e le lavavo la biancheria (servizio che le suore non fanno!) e sono felice e orgoglioso di esserLe stato vicino.
Ora che non c'é più e mi manca, non so più cosa fare ma spero di ricordarmela sempre con grande stima e ammirazione.
Suo figlio Franco
Di franco123
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Sunday 13 march 2011
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18:25
"... a questo punto della storia Italiana, sento che ci sia bisogno di parlare. Ritengo importante che anche da noi, sebbene con altri mezzi che non quelli della Libia attualmente impegnata in
un'ardua rivolta contro la dittaura, ci sia bisogno di sapere che ci si ribella, si reagisce al dittatore di turno, che non siamo tutti quanti placidi e ossequiosi servitori di un
qualsiasi personaggio di dubbia maniera, assurto, non si sa bene come né perché, al rango di Premier.
Chi ama a tal punto un'individuo, al punto di far finta di non vedere o nega o ancora giustifica quanto sta accadendo nel nostro paese, "NON AMA L'ITALIA". Non l'ama perché non si possono
amare troppi padroni ma semmai uno solo, che é superiore a tutti ed é Dio, ma poi, subito dopo viene la Patria e poi ancora la famiglia. Non si può amare uno che toglie il pane
di bocca a chi lavora, se ne frega di chi soffre, affama i figli perché non trovano lavoro, svuota le fabbriche e auspica che emigrino all'estero, col suo comportamento licenzioso degrada il
Paese presso tutti i consessi civili e poi dire "ma Lui ha ragione ed io lo seguo". Non si può scherzare su queste cose! Accettare che in suo nome si calpestino i più elementari concetti
(valori) della morale e della buona creanza, avallare un comportamento scorretto, non pretendere di vivere in modo civile e dignitoso, per fare bene il proprio mestiere,noné giusto verso il
proprio Paese. Paese chedfovrbbevenire prima di chiumque qaltro che nonsia Dio e la famiglia. Non lo dico io, ma semmai lo ribadisco, che governare democraticamente un paese non va
assolutamente confuso con il vecchio concetto di "Arraffare a più non posso" il bene comune di Medioevale memoria,. Questomodo abietto di intender il "Governo" di una nazione se é finito vabene
ma sennò o se ancora c'é, deve finire. Deve cessare persino di aleggiare nelle nostre teste. Bisogna convincersi che qui, ossia al giorno d'oggi, non ci sono più né padroni né sudditi ma
solo e soltanto dei cittadini. Laboriosi, seri, onesti e voleterosi questi ultimi, non chiedono altro che vivere serenamente con le proprie famiglie in un Paese amato e da amare da loro
stessi e da tutti, stranieri compresi, e dunque soprattutto da chi pretende di governare. Questo vale per Lui come per tutti coloro che si accostano e si accosteranno a questo difficile mestiere
che non va scambiato per un modo di arricchirsi personalmente godendo di speciali privilegi ed assoluzioni per comportamenti non consoni col viver civile . e siccome c'é anchestata l'assurda
pretesa di farpassare per "Difensore dei Cristiani" il Suo comportamento ebbene si sappia una volta per tutte che chi si vuol dedicare a tempo pieno a governare in un modo che si possa definire
Cristiano, deve innazi tutto capire che é finita l'era dei re, imperatori e dittatori e bisogna prima di tutto essere onesti con se stessi e congli altri, poi altruisti e infine guardare in
basso per cercar di lenire le sofferenze civili e sociali di tutti coloro che sono rimasti indietro . Solo così potremo convivere con l'Europa alla quale, forse, potremo fornire qualche
esempio da imitare. Grazie, Franco
Di franco123
0
Saturday 19 february 2011
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19:41
...alla mancanza di soldi ma alla "Morale" quella si che manca. e per morale non intendo privarsi di quelle poche soddisfazioni che la vita ci offre ma di essere un pò più Leali, Onesti,
Altruisti, Educati, Sereni, Bonari, tolleranti, Generosi, ecc. ecc. Difficile è? Ci credo. Al punto dove siamo arrivati sarà dura riprender ein mano questi valori ed applicarli. Proprio dura. Il
motivo? Sentite quest'aneddoto raccontatomi da un carissimo amico mio (Vladimiro) di Milano anni fa: " Nle mio palazzo , casermone popolare, vivevano mote familgie con babbi, mamme, figli, nonni
e nipoti e tutti andavano daccordo fra di loro non solo in famiglia che questo é abbastanza normale (mica tanto però!) ma anche fra gli stessi inquilini. Incontramndosi sulle scale si salutavano,
parlavano dei loro problemi e scoprendo che erano simili gli uni agli altri, si aiutavano anche sorreggendosi quantomeno moralmente. La vicina portava un pezzo di torta alla dirimpettaia, la
quale non mancava di fare la guardia ai figlioli quenado questa magari si doveva ssentare. Poi venne il fatico gionro dell'assegnazione dfinitiva degli alloggi. Ovvero la data del "Riscatto" il
gionro ciè in cui ogniuno da inquilino divenne padrone. Lo sapete voi? da quel giorno iniziarono liti su liti anche per un nonnulla. Quello che prima veniva tollerrato era ora esecrato. La
superbia prese il sopravvento sull'amicizia e sulla tolleranza. Di aiuti nonse ne parlò più per un pezzo, Incontrandosi su per le scale, gente che prima si era preoccupata della salute del nonno,
ora a male pena si salutava e della salute del "nonno" non gline fregava più niente. E' molto più importante preioccuparsi della cacca delcane delvicino o deglia schiamazzi dei bambini nel
cortile (quegli stessio schiamazzi che prima venivano definiti : " grida di gioia" ora venivanoesecrati ed erano motivo di lite fra genitopri. Lascio a Voi il compito di ricavare la morale, anzi
siccome sarebbe interessante conoscerla, vi invito a scriverla nel commento... Ciao Franco
Di franco123
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Tuesday 15 december 2009
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09:26
"...Scusate ma in questo momento mi trovate occupato nello studio di una nuova (almeno per me) associazione che si chiama "Occidens". Si fregia del titolo di associazione culturale ma in effetti ,a
mio parere, vuole cambiare le sorti d'Italia. Sembra un programma ambizioso e in effetti lo é però un'ideina ce l'avrei anchio. Per esempio da quello che vediamo oggi sulle pagine di tutti i
giornali e dalla televisione, imperano la tracotanza e la maleducazione quindi sarebbe bene ricominciare a darsi del Lei, come si faceva una volta e rispettare sia le persone che la forma che non
guasta mai. Poi sono in aumento le truffe , i delitti a scopo di rapina ecc. anche lì per poter vivere serenamente in qualsiasi paese bsogna far maturare nel cervello della gente, fin dalla
scuola, che il rispetto della persona umana ed animale (ma estenderei il concetto anche agli oggetti inanimati che poveretti non meritano di essere trattati male) é importante e serio per non dire
sacro. Con quest'ultima parola Sacro, poi, vorrei dire che almeno sulle cose importanti, la vita, i genitori, la moglie, i figli, la roba d'altri, l matrimonio, la morte, ecc sono sacri assieme
alla casa, alla patria al proprio paese. Sto studiando, come vedete, lo statuto de questa nuova associazione che sembra promettere grandi cose salvo....rimanere tutto sulla carta! Sta a noi
naturalmente fare qualche cosa. Grazie Franco
Di franco123
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Thursday 15 october 2009
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09:13
Italia da salvare! Si signori proprio così, sembra asssurdo che in tempo di pace , di collaborazione, di civiltà, di educazione civiva morale e religiosa vi sia bisoghno di questo, eppure, almeno
per me e per la mia fetta di mondo, l'Italia é da salvare. Perché direte voi che vi state sollazzando con i soldi guadagnati in dubbie imprese, "...che c'é da salvare?". Lo credo bene che non vi
lamentiate. Se guardate egoisticamente alla vostra pancia ergo: conto in banca, casa e villetta al mare o yacht, belle donnine con le quali trascorrere allegre serate o le vacanze, gioventù allegra
e senza troppi impegni, ebbene sfido chiunque a credere di stare in Paradiso e dunque non c'é nulla da salvare, semmai c'é da mantenere! Ma provate a pensare ai casi (e sono molti) di persone che
alla bella età di 63 anni compiuti (e spero ci arriverete anche voi ma non in in quelle condizioni) si ritrovano senza lavoro e dunque senza sussustenza perché per ricevere la pensione (1000-1200
euro /mese) bisogna attendere i 65 anni! Provar per credere! Nessuno ti da più un lavoro. "Sei troppo vecchio", ti dicono ed hanno ragione!
E' il momento della disperazione! Nessuno ti da una mano o meglio una mano la si dà ma é cosa umiliante e poca assai: La san Vincen De Paolo (della quale faccio parte) eroga non più di 120
Euro/mrese sotto forma di buono da spendere al supermercato; La Caritas Diocesana dà il pasto gratis e abiti smessi per vestire; l'Assistenza Sociale del comune di residenza dà 200 Euro /mese ma
non sempre , ossia non in modo regolare per cui un mese lo pigli e l'altro no! Noi della San Vincenzo poi (che ci autotassiamo) spesso paghiamo anche le bollette (Enel, gas, Fitto, etc), ma é
sempre poca cosa. Allora che si deve fare? Intanto ridurre drasticamente tutte le pensioni superiori a 2000 Euro/(mese che vergognosamente vengono prelevate dal mucchio dei versamenti previdenziali
che fa il datore di lavoro ed il lavoratore. Pensate un pò, se voi foste un lavoratore poniamo a 1200 euro/mese, che versa o ha versato per 35 anni una costrubutzione di circa il 20% dello
stipendio, ossia 200-220 euro/mese e sapesse che tutti quei soldì vanno a pagare la pensione di 5000 Euro/mese a un tale di cui non sapete niente (sicuramente non é un premio Nobel per la Pace o
per la medicina ) e sapete solo che ha vissuto bene e con uno stipendio molto vicino se non superiore a quello di cui sora ed ora se la gode alle spalle vostre!!!! Che fareste? Vi incazzate o
no? Ebbene é proprio così che avvien e, statene certo, non é un bel modo per dividere equamente la ricchezzacomune. Ciao Franco
Di franco123
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